Una delle pietre miliare della fantascienza.
Un mondo - un universo - creato dal nulla, con dovizia di particolari e cognizione di causa. Ancorato alla scienza (magistrale il lavoro svolto sul clima e il territorio desertico), pur con alcuni elementi presi a prestito dal fantasy (come ad esempio la profezia). A ciò si accompagna un trama solida e avvincente, alla pari di un romanzo d'avventura. Se poi si pensa che è stato scritto in tempi "non sospetti", prima di tanti altri capolavori del cinema e della letteratura in cui vi sono più che evidenti rimandi a questa opera, allora si può facilmente dedurre il valore di cosa vi sia contenuto.
Direi che è una lettura molto consigliata a tutti, amanti dello sci-fi e non. E ve lo dice uno, che qualche anno fa, ripudiava l'idea di accostarsi a questo libro, salvo poi pentirmene dopo solo una decina di pagine.
P.S. Il film che ne è stato tratto è davvero poca cosa al confronto.
TRAMA
Il giovane Paul, figlio del duca Leto, non sa quasi nulla di Arrakis quando gli annunciano che è la sua prossima destinazione. Poi, a poco a poco, frammenti di racconti, ricordi, qualche parola rubata — tutto stranamente pervaso da un che di leggendario — iniziano a comporre un quadro inquietante. Meglio conosciuto come Dune, il pianeta di Arrakis è un immenso, deserto caratterizzato da una fauna molto particolare, creature gigantesche, vermi che sono lunghi centinaia di metri. Tutto sembra misterioso in quel mondo, anche i suoi abitanti, i Fremen, un popolo che custodisce gelosamente la sua arcana cultura e che ha affinato arti eccezionali. Ma Dune è anche, e soprattutto, l'unica fonte del melange, la «droga delle droghe», indispensabile per affrontare lunghi viaggi interpianetari, garantire straordinari poteri telepatici e assicurare un'incredibile longevità. E su Dune il destino di Paul si compirà, tra mille pericoli e dopo un difficile percorso spirituale.

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