Terzo capitolo della tetralogia di Barcellona. Soprassedendo sulla scelta editoriale dell'impaginazione - davvero discutibile - ci ritroviamo a continuare la storia conclusasi con "L'Ombra Del Vento". Questa volta però è tutto diverso. Sparisce l'atmosfera nebulosa, spariscono le tinte fosche, spariscono un po' le sensazioni provate con i due libri precedenti. Resta la scorrevolezza nella scrittura e si attesta su discreti livelli anche la trama, ma la storia raccontata da Zafon, pur avendo una fine, non si conclude. Ne consegue che l'aspetto generale del libro risulta diverso dai precedenti. L'impressione che a mio parere se ne ricava è quella di un anello di congiunzione, una sorta di collante e prologo al contempo. Mi spiego. In questo volume viene creata una coesione - un incastro -tra "L'Ombra" e "Il Gioco", ora non più in contatto solamente per alcuni personaggi e vicende. L'intreccio pur facendosi più vario, svela retroscena oscuri e porta luce su alcune figure, mescolando le carte in tavola. Non solo. All'interno di questa storia nella storie, si gettano le basi per il quarto volume (l'ultimo?!), il quale, probabilmente, vedrà coinvolti in maniera attiva tutti - o quasi - i protagonisti principali dei primi tre libri.
Insomma, come volume a se stante, questo "Prigioniero Del Cielo" potrebbe avere davvero poco da dire, ma come "anello" direi che risulta indispensabile.
TRAMA
Nel dicembre del 1957 un lungo inverno di cenere e ombra avvolge Barcellona e i suoi vicoli oscuri. La città sta ancora cercando di uscire dalla miseria del dopoguerra, e solo per i bambini, e per coloro che hanno imparato a dimenticare, il Natale conserva intatta la sua atmosfera magica, carica di speranza. Daniel Sempere - il memorabile protagonista di "L'ombra del vento" è ormai un uomo sposato e dirige la libreria di famiglia assieme al padre e al fedele Fermín con cui ha stretto una solida amicizia. Una mattina, entra in libreria uno sconosciuto, un uomo torvo, zoppo e privo di una mano, che compra un'edizione di pregio di "Il conte di Montecristo" pagandola il triplo del suo valore, ma restituendola immediatamente a Daniel perché la consegni, con una dedica inquietante, a Fermín. Si aprono così le porte del passato e antichi fantasmi tornano a sconvolgere il presente attraverso i ricordi di Fermín. Per conoscere una dolorosa verità che finora gli è stata tenuta nascosta, Daniel deve addentrarsi in un'epoca maledetta, nelle viscere delle prigioni del Montjuic, e scoprire quale patto subdolo legava David Martín - il narratore di "Il gioco dell'angelo" - al suo carceriere, Mauricio Valls, un uomo infido che incarna il peggio del regime franchista...
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domenica 4 marzo 2012
sabato 3 marzo 2012
Il Gioco Dell'Angelo - Carlos Ruiz Zafon
Ritorna la Barcellona già sfondo ne "L'Ombra Del Vento". Solo che in questo caso Zafon sposta l'arco temporale agli anni venti e disegna un nuovo protagonista, raccontandone via via quasi tutta la vita. Da subito si nota il tratto dell'autore, nella sua capacità di rendere le tinte fosche, le nebbie, i chiaroscuri sia della città che dei personaggi, i quali si scoprono lentamente, grazie ad un delicato lavoro introspettivo generato del loro vivere nella realtà. Unitamente a ciò, il mistero che avvolge alcune figure e alcuni eventi inoltre, riesce ad impreziosire la trama, che a conti fatti mescola più generi, non scadendo mai nel banale. Anzi. Da un lato sarà piacevole ritrovare luoghi e persone già apparsi ne "L'Ombra Del Vento", ma dall'altro sarà ancora più curioso vedere come "Il Gioco Dell'Angelo" se ne discosti. L'atmosfera risulta più cupa, un velo di tristezza sembra ammantare la vita di David, nonostante tutto ciò che gli accadrà. Anche se questo potrebbe suonare come un lato negativo, non lo è affatto, poiché, grazie alla voglia di scoprire lo sviluppo della trama e ad una modo di scrivere "brillante" già assaporato ne "L'Ombra Del Vento" , riesce nell'arduo compito di "stregare".
L'aspetto tuttavia più particolare si verifica non appena concluso il libro, in quanto il lettore potrà scegliere la sua interpretazione personale delle vicende. Vi sono a mio avviso svariate chiavi di lettura, tutte in contrasto e tutte diverse eppure tutte plausibili. A questo punto allora, non resta che leggerlo e decidere.
TRAMA
Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno, inconfessabile quanto universale: diventare uno scrittore. Quando la sorte inaspettatamente gli offre l'occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad arridergli. È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare, più spesso sconosciuta e inquietante, dai cui angoli fanno capolino luoghi e personaggi che i lettori de "L'ombra del vento" hanno già imparato ad amare. Quando David si deciderà infine ad accettare la proposta di un misterioso editore - scrivere un'opera immane e rivoluzionaria, destinata a cambiare le sorti dell'umanità - non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria.
L'aspetto tuttavia più particolare si verifica non appena concluso il libro, in quanto il lettore potrà scegliere la sua interpretazione personale delle vicende. Vi sono a mio avviso svariate chiavi di lettura, tutte in contrasto e tutte diverse eppure tutte plausibili. A questo punto allora, non resta che leggerlo e decidere.
TRAMA
Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno, inconfessabile quanto universale: diventare uno scrittore. Quando la sorte inaspettatamente gli offre l'occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad arridergli. È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare, più spesso sconosciuta e inquietante, dai cui angoli fanno capolino luoghi e personaggi che i lettori de "L'ombra del vento" hanno già imparato ad amare. Quando David si deciderà infine ad accettare la proposta di un misterioso editore - scrivere un'opera immane e rivoluzionaria, destinata a cambiare le sorti dell'umanità - non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria.
venerdì 21 ottobre 2011
L'Ombra Del Vento - Carlos Ruiz Zafon
Da qualche libro si doveva pur partire e l'onore è toccato a questo. Lo lessi appena uscito quindi non me lo ricordo esattamente per filo e per segno. Ciò che però mi colpì, oltre ad una trama ben congegnata, fu il modo brillante di scrivere di questo scrittore ancora sconosciuto - allora - in Italia.
Riesce a trasmettere sensazioni attraverso le sue frasi, senza essere banale. L'ambientazione e il contesto, tinteggiati con cura, senza mai essere invasivi, favoriscono non solo il districarsi della vicenda, ma anche la caratterizzazione dei personaggi.
Un libro dalle molte sfaccettature, che proprio grazie a ciò riesce a renderti partecipe della sua storia.
Consigliato!!!
TRAMA
Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all'oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell'anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra.
Riesce a trasmettere sensazioni attraverso le sue frasi, senza essere banale. L'ambientazione e il contesto, tinteggiati con cura, senza mai essere invasivi, favoriscono non solo il districarsi della vicenda, ma anche la caratterizzazione dei personaggi.
Un libro dalle molte sfaccettature, che proprio grazie a ciò riesce a renderti partecipe della sua storia.
Consigliato!!!
TRAMA
Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all'oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell'anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra.
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