Danny, gli amici di Danny, la casa di Danny e, sopratutto, il vino. Questi gli elementi principali che si muovono nello sfondo costituito proprio dal Pian Della Tortilla, quartiere povero di Monterey. L'impatto iniziale è subito burlesco, comico, vedendo come tutto sembri ruotare attorno al procacciarsi un gallone di vino. Perdendosi nel brio della narrazione - che Steinbeck tratteggia con grande semplicità ma con enorme efficacia - si riescono a seguire le avventure dei vari personaggi con vivo interesse, arrivando anche a chiedersi cosa mai potranno fare la volta successiva. Dietro questa ilarità però, si nasconde il lato "tragico" del libro, in cui si è portati a riflettere sulla condizione dei "paisanos": Steinbeck non fornisce mai giudizi, ma lascia parlare una sorta di "candida umanità".
Spesso ci verrà strappato un sorriso - il personaggio di Pilon ne sarà di certo uno degli artefici - e alla fine rimarremo anche con un po' di malinconia.
Un libro dolce e amaro, comico e tragico.
TRAMA
A Pian della Tortilla vivono i "paisanos", ultimi discendenti dei primi californiani: gente povera ma felice, amorale e intimamente innocente, superstiziosa ma serena, che truffa il prossimo con straordinaria inventiva e lavora solo quando è a corto di espedienti. Il racconto di una collettività stravagante e turbolenta nelle cui vene scorre sangue spagnolo, indio, messicano.

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