Da qui parte tutto. Questa di fatto è l'idea con cui bisogna approcciare questo volume. McNab traccia una sorta di autobiografia scandita dalle "missioni". Si parte dal ragazzo che sceglie di arruolarsi e si arriva all'uomo all'inizio della guerra del golfo - esattamente uno step prima dell'inizio di "Pattuglia Bravo Two Zero".
Esauriente ed esaustivo, sarcastico, disincantato - quasi cinico a volte, ed estremamente reale, questo spaccato sulla durissima selezione SAS, sul passarla ma non far ancora parte del 22° Reggimento, sulle prime missioni, sulle specializzazioni antiterroristiche, sugli insegnamenti, sulla maturazione e sul delicato rapporto "familiare" racconta una storia senza fronzoli o abbellimenti. McNab mette a nudo e si mette a nudo, esponendosi eventualmente anche a dure critiche riguardo i suoi comportamenti, ma non avrebbe potuto essere diversamente. Questo è il prezzo del reale e del vero. Questo senza mai far calare troppo la voglia di proseguire, non limitandosi ad un cronaca di luoghi, dati, date e numeri, ma arricchendo il tutto con la sua personale visione del mondo: "se la merda finisce nel ventilatore è meglio essere preparati a riceverla!"
TRAMA
Questo libro è il resoconto di dieci anni trascorsi nello Special Air Service, l'unità d'assalto più temuta al mondo. Un'esperienza straordinaria che vede il suo protagonista dapprima alle prese con un addestramento ai limiti dell'incredibile, poi impegnato in rischiose missioni in ogni parte del pianeta: dalle giungle del Borneo ai deserti dell'Africa, dall'Irlanda del Nord alle foreste pluviali dell'America Latina. Perché gli uomini dei SAS, preparati per ogni tipo di missione e per le condizioni ambientali più estreme, devono essere sempre pronti all'azione immediata: agiscono in silenzio e con rapidità, e al massimo livello di efficienza.

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