domenica 4 marzo 2012

Il Prigioniero Del Cielo - Carlos Ruiz Zafon

Terzo capitolo della tetralogia di Barcellona. Soprassedendo sulla scelta editoriale dell'impaginazione - davvero discutibile - ci ritroviamo a continuare la storia conclusasi con "L'Ombra Del Vento". Questa volta però è tutto diverso. Sparisce l'atmosfera nebulosa, spariscono le tinte fosche, spariscono un po' le sensazioni provate con i due libri precedenti. Resta la scorrevolezza nella scrittura e si attesta su discreti livelli anche la trama, ma la storia raccontata da Zafon, pur avendo una fine, non si conclude. Ne consegue che l'aspetto generale del libro risulta diverso dai precedenti. L'impressione che a mio parere se ne ricava è quella di un anello di congiunzione, una sorta di collante e prologo al contempo. Mi spiego. In questo volume viene creata una coesione - un incastro -tra "L'Ombra" e "Il Gioco", ora non più in contatto solamente per alcuni personaggi e vicende. L'intreccio pur facendosi più vario, svela retroscena oscuri e porta luce su alcune figure, mescolando le carte in tavola. Non solo. All'interno di questa storia nella storie, si gettano le basi per il quarto volume (l'ultimo?!), il quale, probabilmente, vedrà coinvolti in maniera attiva tutti - o quasi - i protagonisti principali dei primi tre libri.
Insomma, come volume a se stante, questo "Prigioniero Del Cielo" potrebbe avere davvero poco da dire, ma come "anello" direi che risulta indispensabile.

TRAMA
Nel dicembre del 1957 un lungo inverno di cenere e ombra avvolge Barcellona e i suoi vicoli oscuri. La città sta ancora cercando di uscire dalla miseria del dopoguerra, e solo per i bambini, e per coloro che hanno imparato a dimenticare, il Natale conserva intatta la sua atmosfera magica, carica di speranza. Daniel Sempere - il memorabile protagonista di "L'ombra del vento" è ormai un uomo sposato e dirige la libreria di famiglia assieme al padre e al fedele Fermín con cui ha stretto una solida amicizia. Una mattina, entra in libreria uno sconosciuto, un uomo torvo, zoppo e privo di una mano, che compra un'edizione di pregio di "Il conte di Montecristo" pagandola il triplo del suo valore, ma restituendola immediatamente a Daniel perché la consegni, con una dedica inquietante, a Fermín. Si aprono così le porte del passato e antichi fantasmi tornano a sconvolgere il presente attraverso i ricordi di Fermín. Per conoscere una dolorosa verità che finora gli è stata tenuta nascosta, Daniel deve addentrarsi in un'epoca maledetta, nelle viscere delle prigioni del Montjuic, e scoprire quale patto subdolo legava David Martín - il narratore di "Il gioco dell'angelo" - al suo carceriere, Mauricio Valls, un uomo infido che incarna il peggio del regime franchista... 

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