Il primo romanzo di Palahniuk. Il primo e il più suggestivo forse. Complice anche la realizzazione cinematografica, penso che sia abbastanza famosa la storia di/del "Fight Club". Eppure continua a stupire.
Palahniuk è sicuramente unico nel suo genere e in questo libro traccia una sorta di manifesto - un marchio di fabbrica - della sua produzione. Tocca i tasti nascosti dell'individuo e della società, quelli più reconditi, di cui non si parla. Una miscela di nichilismo e tragica realtà, dove i toni crudi, oscuri e deliranti dipingono una vita di distruzione e/o autodistruzione. La voglia di "evadere", di rompere ogni schema pervade tutto il libro e spinge il lettore quasi a voler essere Tyler Durden almeno una volta, per sentire cosa si potrebbe provare nell'essere "liberi" quanto lui.
Fight Club è molte cose. Un bagno di sangue, una lotta, un grido disperato, una fuga dalla realtà, una liberazione. Ma forse, più di tutto, è una riflessione.
TRAMA
Tyler Durden è un giovane che si trascina in una vita di bugie e fallimenti, disilluso dalla cultura vacua e consumistica che impera nel mondo occidentale. Sua unica valvola di sfogo sono gli incontri clandestini di boxe nei sotterranei dei bar. Tyler crede di aver trovato una strada per riscattare il vuoto della propria vita, ma nel suo mondo non c'è posto per alcuna regola, freno, o limite.
domenica 13 maggio 2012
mercoledì 25 aprile 2012
Le Cronache Del Ghiaccio E Del Fuoco - Vol. 3 - George R. R. Martin
Al terzo volume della saga - questa volta spalmato su tre libri - si ha "finalmente" un epilogo. Le virgolette però non sono messe a caso: questa parte finale c'è, ma non si conclude proprio nulla. O meglio, i vari protagonisti raggiungono dei "punti fermi", attraverso scelte o azioni, che li portano a trovare una collocazione da cui poter partire - o ripartire a seconda di come la si voglia vedere. E proprio in questo si misura la bravura dell'autore. Fin dal primo libro, oltre alla cura nei dettagli e nella presentazione di questo vasto universo, Martin è stato in grado di sorprendere. Quasi sempre la sua enunciazione dei fatti, la descrizione delle situazioni, il movimento i fili della trama sembra portare ad una serie di eventi un po' "telefonati". Eppure così non è. Il suo uso dei "deus ex machina" è magistrale e sempre credibile: una conclusione che sembra sia già scritta verrà spazzata via non solo con un'evento completamente diverso ma ciò avverrà anche nei momenti più inaspettati.
Nella fattispecie poi, in questi tre volumi (edizione italiana) - e in particolar modo nell'ultimo - si verificheranno davvero molti colpi di scena, spingendo in maniera importante il lettore alla prosecuzione.In conclusione, Martin ha davvero "forgiato" un'ottima saga, mantenendo lo stesso livello stilistico e gli stessi pregi e difetti già riscontrati negli altri volumi.
Non resta ora che vedere come proseguirà.
TRAMA
Tempesta Di Spade
Dopo la morte di re Renly Baratheon gli avversari che si contendeno il Trono di Spade sono ridotti a quattro: il gioco di alleanze, inganni e tradimenti si fa sempre più spietato, sempre più labirintico, l'ambizione dei contendenti non ha limite. Sui quattro re e sui paesaggi già devastati dalla guerra incombe la più terribile delle minacce: dall'estremo nord un'immane orda di barbari e giganti, mammut e metamorfi sta lentamente scendendo verso i Sette Regni. E con loro un pericolo ancora più spaventoso: gli Estranei, guerrieri soprannaturali che non temono la morte.
TRAMA
I Fiumi Della Guerra
Un autunno di brutali tempeste flagella città distrutte e campi devastati. Nelle terre dei fiumi, nella pericolosa regione delle paludi, ovunque nei Sette Regni dilaga la "Guerra dei Cinque Re". Robb Stark, il giovane re del Nord, pianifica un assalto per riconquistare la terra che è sempre stata della sua stirpe, mentre sua sorella Arya lotta ferocemente per la sopravvivenza. A molte leghe di distanza, invece, Jaime Lannister è costretto a fare i conti con l'atroce mutilazione inflittagli dalla barbarica compagnia di ventura dei Guitti Sanguinari. Nuovi intrighi, nuovi inganni e nuove turpitudini vengono tessuti all'ombra della Fortezza Rossa, mentre nell'estremo nord il colossale esercito del popolo libero cala verso la mastodontica Barriera di ghiaccio.
TRAMA
Il Portale Delle Tenebre
Mentre l'inverno incombe sui Sette Regni, la Guerra dei Cinque Re sembra giunta alla sua conclusione. Con Robb Stark e tutto il suo esercito del nord annientati, con Balon Gryjoy inghiottito dalle acque e dalle rocce delle Isole di Ferro, il giovanissimo, demente Joffrey tiene ormai saldamente in pugno il Trono di spade. Il suo matrimonio con la splendida Margaery, unione che suggellerà l'alleanza tra i Lannister di Castel Granito e i Tyrell di Alto Giardino, è ormai prossimo. Ma l'oscura maledizione gettata sugli usurpatori da Stannis Baratheon per mano di Melisandre, ambigua sacerdotessa delle ombre, arriva a scatenarsi sulla Fortezza Rossa nel momento più inaspettato.
domenica 8 aprile 2012
Pian Della Tortilla - John Steinbeck
Danny, gli amici di Danny, la casa di Danny e, sopratutto, il vino. Questi gli elementi principali che si muovono nello sfondo costituito proprio dal Pian Della Tortilla, quartiere povero di Monterey. L'impatto iniziale è subito burlesco, comico, vedendo come tutto sembri ruotare attorno al procacciarsi un gallone di vino. Perdendosi nel brio della narrazione - che Steinbeck tratteggia con grande semplicità ma con enorme efficacia - si riescono a seguire le avventure dei vari personaggi con vivo interesse, arrivando anche a chiedersi cosa mai potranno fare la volta successiva. Dietro questa ilarità però, si nasconde il lato "tragico" del libro, in cui si è portati a riflettere sulla condizione dei "paisanos": Steinbeck non fornisce mai giudizi, ma lascia parlare una sorta di "candida umanità".
Spesso ci verrà strappato un sorriso - il personaggio di Pilon ne sarà di certo uno degli artefici - e alla fine rimarremo anche con un po' di malinconia.
Un libro dolce e amaro, comico e tragico.
TRAMA
A Pian della Tortilla vivono i "paisanos", ultimi discendenti dei primi californiani: gente povera ma felice, amorale e intimamente innocente, superstiziosa ma serena, che truffa il prossimo con straordinaria inventiva e lavora solo quando è a corto di espedienti. Il racconto di una collettività stravagante e turbolenta nelle cui vene scorre sangue spagnolo, indio, messicano.
Spesso ci verrà strappato un sorriso - il personaggio di Pilon ne sarà di certo uno degli artefici - e alla fine rimarremo anche con un po' di malinconia.
Un libro dolce e amaro, comico e tragico.
TRAMA
A Pian della Tortilla vivono i "paisanos", ultimi discendenti dei primi californiani: gente povera ma felice, amorale e intimamente innocente, superstiziosa ma serena, che truffa il prossimo con straordinaria inventiva e lavora solo quando è a corto di espedienti. Il racconto di una collettività stravagante e turbolenta nelle cui vene scorre sangue spagnolo, indio, messicano.
martedì 3 aprile 2012
Le Cronache Del Ghiaccio E Del Fuoco - Vol. 2 - George R. R. Martin
Secondo volume delle "Cronache", nuovamente spezzato in due parti (di certo, almeno il trasporto dei due libri risulta più comodo).
Le prime buone impressioni ricavate dal precedente tomo non fanno altro che trovare conferma in questo.
L'ampiezza del mondo creato addirittura aumenta, sia per la comparsa di un nuovo punto di vista, che per la descrizione di nuove terre e nuovi personaggi. Gli ingranaggi mossi dall'autore sono davvero enormi, così come lo è anche la sua prosa, al limite del prolisso. E questo più di tutti è forse il cardine su cui può ruotare la scorrevolezza dei libri (compresi anche i precedenti). Le vicende e i colpi di scena ci sono - a volte sembra davvero che un evento sia scontato, eppure la situazione si ribalta - però su tutto regnano le descrizioni e le particolarizzazioni. Da un lato ciò dimostra una cura quasi maniacale per la narrazione, dal momento che un'opera così vasta non corredata da una caratterizzazione all'altezza risulterebbe probabilmente scadente. Dall'altro però, il rischio è quello di affossare un po' il ritmo, incidendo inevitabilmente sulla fluidità durante la lettura.
Come già per il primo volume poi, anche in questo caso le vicende non si concludono, quindi risulta necessario proseguire con gli altri libri.
Per concludere, l'opera di Martin si mantiene su ottimi livelli in termini di trama e di invenzione. L'unica "pecca" che mi sentirei di far notare - che comunque per me non è tale - risiede appunto nella "mole" della scrittura.
TRAMA
Il Regno Dei Lupi
Nel terzo capitolo della saga delle "Cronache del ghiaccio e del fuoco" una rossa cometa apparsa nel cielo dei Sette Regni sembra annunciare tremende sciagure. La lunga estate dell'abbondanza sta per finire, mentre quattro pretendenti, in aperta guerra gli uni contro gli altri, si contendono il Trono di Spade.
TRAMA
La Regina Dei Draghi
Mentre la cometa di sangue continua a brillare nel cielo dei Sette Regni, la Guerra dei Re prosegue senza esclusione di colpi. All'estremo nord, oltre la barriera di ghiaccio, forze oscure stanno facendosi sempre più minacciose e incombenti. Solo Jon Snow, figlio bastardo di lord Eddard Stark, e un pugno di Guardiani della notte, possono difendere il regno degli uomini dall'invasione di barbari e giganti agli ordini del brutale Mance Rayder.
Le prime buone impressioni ricavate dal precedente tomo non fanno altro che trovare conferma in questo.L'ampiezza del mondo creato addirittura aumenta, sia per la comparsa di un nuovo punto di vista, che per la descrizione di nuove terre e nuovi personaggi. Gli ingranaggi mossi dall'autore sono davvero enormi, così come lo è anche la sua prosa, al limite del prolisso. E questo più di tutti è forse il cardine su cui può ruotare la scorrevolezza dei libri (compresi anche i precedenti). Le vicende e i colpi di scena ci sono - a volte sembra davvero che un evento sia scontato, eppure la situazione si ribalta - però su tutto regnano le descrizioni e le particolarizzazioni. Da un lato ciò dimostra una cura quasi maniacale per la narrazione, dal momento che un'opera così vasta non corredata da una caratterizzazione all'altezza risulterebbe probabilmente scadente. Dall'altro però, il rischio è quello di affossare un po' il ritmo, incidendo inevitabilmente sulla fluidità durante la lettura.
Come già per il primo volume poi, anche in questo caso le vicende non si concludono, quindi risulta necessario proseguire con gli altri libri.
Per concludere, l'opera di Martin si mantiene su ottimi livelli in termini di trama e di invenzione. L'unica "pecca" che mi sentirei di far notare - che comunque per me non è tale - risiede appunto nella "mole" della scrittura.
TRAMA
Il Regno Dei Lupi
Nel terzo capitolo della saga delle "Cronache del ghiaccio e del fuoco" una rossa cometa apparsa nel cielo dei Sette Regni sembra annunciare tremende sciagure. La lunga estate dell'abbondanza sta per finire, mentre quattro pretendenti, in aperta guerra gli uni contro gli altri, si contendono il Trono di Spade.
TRAMA
La Regina Dei Draghi
Mentre la cometa di sangue continua a brillare nel cielo dei Sette Regni, la Guerra dei Re prosegue senza esclusione di colpi. All'estremo nord, oltre la barriera di ghiaccio, forze oscure stanno facendosi sempre più minacciose e incombenti. Solo Jon Snow, figlio bastardo di lord Eddard Stark, e un pugno di Guardiani della notte, possono difendere il regno degli uomini dall'invasione di barbari e giganti agli ordini del brutale Mance Rayder.
sabato 17 marzo 2012
Anathem - Neal Stephenson
Spiegare cosa rappresenti questo libro (che qui si presenta in due parti, rispettivamente "Il Pellegrino" e "Il Nuovo Cielo") è difficile, per il semplice fatto che non è solo una storia. E' una sfida. Stephenson "crea" tutto dal nulla. Crea un mondo, crea una cultura, crea usi e costumi e crea un linguaggio. Ebbene sì. Fin dall'incipit - ovvero la spiegazione in stile vocabolario del significato del termine "Anathem" - ci troveremo di fronte all'uso metodico di neologismi. Non lo nascondo, l'inizio non è facile: ci si potrebbe ritrovare sperduti, quasi incapaci di comprendere le situazioni o le cose più banali. Eppure man mano che si prosegue si comincia ad innescare una sorta di familiarità con il testo, riuscendo pian piano a comprendere cosa sono gli oggetti e gli avvenimenti. Di pari passo a ciò si accompagna poi la progressione dell'intreccio.
Verremo catapultati in discussioni che attingono a piene mani dalla filosofia, lasciando a volte interdetti e costringendo magari a rileggere qualche passo per afferrare al meglio i concetti. Non basta però, perché troveremo anche uno dei temi cari alla fantascienza (che ovviamente non dirò), qui trattato in maniera magistrale e complessa, ricorrendo alle basi del ragionamento - collegandosi quindi anche alle dissertazioni filosofiche a cui ho accennato poc'anzi - e alla meccanica quantistica.
L'opera di Stephenson è davvero monumentale: il notevole numero di pagine (riamando alla nota in calce), la vastità e la diversità degli argomenti trattati e non ultimo il complesso lavoro d'invenzione rendono Anathem un libro davvero, davvero ricco. Un libro che ammalia, stupisce e affascina. Mai come in questo caso, non si può capirne l'entità finché non lo si legge.
Nota a parte: ennesimo caso di sospetto lucro editoriale dato che in originale il volume è unico mentre qui si è pensato bene di spezzarlo in due parti a numero di pagine molto diverso. Il prezzo però è il medesimo per entrambe. Lascio che ognuno tragga le conclusioni che preferisce.
L'opera di Stephenson è davvero monumentale: il notevole numero di pagine (riamando alla nota in calce), la vastità e la diversità degli argomenti trattati e non ultimo il complesso lavoro d'invenzione rendono Anathem un libro davvero, davvero ricco. Un libro che ammalia, stupisce e affascina. Mai come in questo caso, non si può capirne l'entità finché non lo si legge.
Nota a parte: ennesimo caso di sospetto lucro editoriale dato che in originale il volume è unico mentre qui si è pensato bene di spezzarlo in due parti a numero di pagine molto diverso. Il prezzo però è il medesimo per entrambe. Lascio che ognuno tragga le conclusioni che preferisce.
TRAMA
Il Pellegrino
È l'anno 3689 e il pianeta Arbre vive un periodo di pace e serenità. Nel suo passato ci sono imperi, colpi di stato militari, gli Eventi Tragici e la Ricostituzione, il Primo, il Secondo e il Terzo Sacco, ma nei secoli è stato raggiunto un equilibrio. Gli scienziati, i matematici, i filosofi vivono chiusi nei loro "concenti", e si dedicano alla pura speculazione teorica senza avere nessun contatto con la tecnologia, che invece segna l'esistenza del resto della popolazione: gli "extramuros", sottoposti al Potere Secolare. Ma qualcosa minaccia l'ordine perfetto di Arbre: lo dimostra l'espulsione dal concento di Saunt Edhar, al canto struggente dell'Anathem, del sapiente Orolo, che osservando il cielo ha scoperto un oggetto luminoso in avvicinamento. Sarà il suo allievo prediletto, il diciottenne fraa Erasmas, ad avere una parte cruciale nel dramma che sta per svolgersi su Arbre. E toccherà a lui, alla compagna Ala e agli altri novizi esplorare il mondo di fuori: sino ai confini più estremi.
TRAMA
Il Nuovo Cielo
Il mondo in cui è cresciuto il giovane Erasmas non esiste più. Tutto è cambiato nel corso delle avventure vissute nel primo volume della saga di Anathem. Non più la serena vita di studio e riflessione all'interno del concento, ma un viaggio fuori dalle mura, nelle terre governate dal Potere Secolare, verso l'evento più sconvolgente della storia millenaria del pianeta Arbre: il contatto con una civiltà aliena. I Geometri - così chiamati perché sulla loro astronave è disegnato il più famoso dei teoremi - non sono fisicamente molto diversi dagli arbriani, hanno elaborato, grazie ai loro sapienti, analoghe teorie sul tempo, lo spazio e gli universi paralleli, e soprattutto sono divisi dagli stessi conflitti che attraversano Arbre. La posta in gioco è una trattativa che dice salvezza o distruzione.
Il Pellegrino
È l'anno 3689 e il pianeta Arbre vive un periodo di pace e serenità. Nel suo passato ci sono imperi, colpi di stato militari, gli Eventi Tragici e la Ricostituzione, il Primo, il Secondo e il Terzo Sacco, ma nei secoli è stato raggiunto un equilibrio. Gli scienziati, i matematici, i filosofi vivono chiusi nei loro "concenti", e si dedicano alla pura speculazione teorica senza avere nessun contatto con la tecnologia, che invece segna l'esistenza del resto della popolazione: gli "extramuros", sottoposti al Potere Secolare. Ma qualcosa minaccia l'ordine perfetto di Arbre: lo dimostra l'espulsione dal concento di Saunt Edhar, al canto struggente dell'Anathem, del sapiente Orolo, che osservando il cielo ha scoperto un oggetto luminoso in avvicinamento. Sarà il suo allievo prediletto, il diciottenne fraa Erasmas, ad avere una parte cruciale nel dramma che sta per svolgersi su Arbre. E toccherà a lui, alla compagna Ala e agli altri novizi esplorare il mondo di fuori: sino ai confini più estremi.
TRAMA
Il Nuovo Cielo
Il mondo in cui è cresciuto il giovane Erasmas non esiste più. Tutto è cambiato nel corso delle avventure vissute nel primo volume della saga di Anathem. Non più la serena vita di studio e riflessione all'interno del concento, ma un viaggio fuori dalle mura, nelle terre governate dal Potere Secolare, verso l'evento più sconvolgente della storia millenaria del pianeta Arbre: il contatto con una civiltà aliena. I Geometri - così chiamati perché sulla loro astronave è disegnato il più famoso dei teoremi - non sono fisicamente molto diversi dagli arbriani, hanno elaborato, grazie ai loro sapienti, analoghe teorie sul tempo, lo spazio e gli universi paralleli, e soprattutto sono divisi dagli stessi conflitti che attraversano Arbre. La posta in gioco è una trattativa che dice salvezza o distruzione.
domenica 4 marzo 2012
Il Prigioniero Del Cielo - Carlos Ruiz Zafon
Terzo capitolo della tetralogia di Barcellona. Soprassedendo sulla scelta editoriale dell'impaginazione - davvero discutibile - ci ritroviamo a continuare la storia conclusasi con "L'Ombra Del Vento". Questa volta però è tutto diverso. Sparisce l'atmosfera nebulosa, spariscono le tinte fosche, spariscono un po' le sensazioni provate con i due libri precedenti. Resta la scorrevolezza nella scrittura e si attesta su discreti livelli anche la trama, ma la storia raccontata da Zafon, pur avendo una fine, non si conclude. Ne consegue che l'aspetto generale del libro risulta diverso dai precedenti. L'impressione che a mio parere se ne ricava è quella di un anello di congiunzione, una sorta di collante e prologo al contempo. Mi spiego. In questo volume viene creata una coesione - un incastro -tra "L'Ombra" e "Il Gioco", ora non più in contatto solamente per alcuni personaggi e vicende. L'intreccio pur facendosi più vario, svela retroscena oscuri e porta luce su alcune figure, mescolando le carte in tavola. Non solo. All'interno di questa storia nella storie, si gettano le basi per il quarto volume (l'ultimo?!), il quale, probabilmente, vedrà coinvolti in maniera attiva tutti - o quasi - i protagonisti principali dei primi tre libri.
Insomma, come volume a se stante, questo "Prigioniero Del Cielo" potrebbe avere davvero poco da dire, ma come "anello" direi che risulta indispensabile.
TRAMA
Nel dicembre del 1957 un lungo inverno di cenere e ombra avvolge Barcellona e i suoi vicoli oscuri. La città sta ancora cercando di uscire dalla miseria del dopoguerra, e solo per i bambini, e per coloro che hanno imparato a dimenticare, il Natale conserva intatta la sua atmosfera magica, carica di speranza. Daniel Sempere - il memorabile protagonista di "L'ombra del vento" è ormai un uomo sposato e dirige la libreria di famiglia assieme al padre e al fedele Fermín con cui ha stretto una solida amicizia. Una mattina, entra in libreria uno sconosciuto, un uomo torvo, zoppo e privo di una mano, che compra un'edizione di pregio di "Il conte di Montecristo" pagandola il triplo del suo valore, ma restituendola immediatamente a Daniel perché la consegni, con una dedica inquietante, a Fermín. Si aprono così le porte del passato e antichi fantasmi tornano a sconvolgere il presente attraverso i ricordi di Fermín. Per conoscere una dolorosa verità che finora gli è stata tenuta nascosta, Daniel deve addentrarsi in un'epoca maledetta, nelle viscere delle prigioni del Montjuic, e scoprire quale patto subdolo legava David Martín - il narratore di "Il gioco dell'angelo" - al suo carceriere, Mauricio Valls, un uomo infido che incarna il peggio del regime franchista...
Insomma, come volume a se stante, questo "Prigioniero Del Cielo" potrebbe avere davvero poco da dire, ma come "anello" direi che risulta indispensabile.
TRAMA
Nel dicembre del 1957 un lungo inverno di cenere e ombra avvolge Barcellona e i suoi vicoli oscuri. La città sta ancora cercando di uscire dalla miseria del dopoguerra, e solo per i bambini, e per coloro che hanno imparato a dimenticare, il Natale conserva intatta la sua atmosfera magica, carica di speranza. Daniel Sempere - il memorabile protagonista di "L'ombra del vento" è ormai un uomo sposato e dirige la libreria di famiglia assieme al padre e al fedele Fermín con cui ha stretto una solida amicizia. Una mattina, entra in libreria uno sconosciuto, un uomo torvo, zoppo e privo di una mano, che compra un'edizione di pregio di "Il conte di Montecristo" pagandola il triplo del suo valore, ma restituendola immediatamente a Daniel perché la consegni, con una dedica inquietante, a Fermín. Si aprono così le porte del passato e antichi fantasmi tornano a sconvolgere il presente attraverso i ricordi di Fermín. Per conoscere una dolorosa verità che finora gli è stata tenuta nascosta, Daniel deve addentrarsi in un'epoca maledetta, nelle viscere delle prigioni del Montjuic, e scoprire quale patto subdolo legava David Martín - il narratore di "Il gioco dell'angelo" - al suo carceriere, Mauricio Valls, un uomo infido che incarna il peggio del regime franchista...
sabato 3 marzo 2012
Nessun Dove - Neil Gaiman
E se esistesse anche un'altra Londra? Una "Londra di Sotto"? Come sarebbe?Queste domande sono alla base - una sorta di premessa - di questo curioso scritto di Gaiman. La trama prende il via in modo relativamente semplice - un salvataggio - ma si districa via via con svariati colpi di scena, cadenzati in maniera "regolare" in modo da mantenere sempre costante l'attenzione. Quello che all'apparenza potrebbe sembrare una lettura da poco, si rivela essere decisamente inaspettata, con affascinanti dualità, ottimi personaggi e "atipiche" ambientazioni. Gaiman ha uno stile scorrevole davvero interessante, in quanto riesce a mescolare horror e bizzarria con sarcasmo e originalità. Qui il reale diventa irreale e viceversa, favorendo un'ottima evasione dalla realtà, che ritorna e che culmina quando, nel finale, spinti da una riflessione del protagonista ci ritroveremo a riflettere anche noi.
Piacevole davvero.
TRAMA
Richard è un giovane uomo d'affari, per un atto di generosità si trova catapultato lontano da una vita tranquilla e gettato in un universo che è al tempo stesso stranamente familiare e incredibilmente bizzarro. Qui incontra una ragazza di nome Porta e le persone che vogliono ucciderla. Poi un angelo che vive in un salone illuminato dalle candele, e un signore che abita sui tetti. Dovrà attraversare un ponte nella notte sulla via di Knighdbridge, dove vive il Popolo delle Fogne; c'è la Bestia nel labirinto, e si scoprono pericoli e piaceri che superano la fantasia più sfrenata. Richard troverà uno strano desiderio che lo attende.
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