Onirico. Direi che si potrebbe definire così questo libro di Murakami. Alla luce dello svolgimento della storia, la trama mi è sembrata un po' fuorviante, nel senso che è "interpretabile". Io mi ero immaginato uno sviluppo che non si è verificato, o quantomeno, si è verificato in parte, nelle meccaniche principali. Ciò che ne risulta però è forse migliore rispetto a quanto si potesse pensare.
La storia in sé è un ottimo motore trainante, ma il vero nucleo del libro è la profonda introspezione psicologica che opera Murakami. Tutti gli strumenti "paranormali" hanno come unico fine quello di spingere il protagonista/autore a porsi delle domande, a trovare i "collegamenti".
Come in Norwegian Wood, anche in questo caso vi è lo spettro della morte che gira - in misura comuque minore - tanto che questo sembra essere un tema caro all'autore, o forse è ciò che mette tutte le cose, le persone e le vicende nella corretta prospettiva.
Dance Dance Dance è un mondo a sé, creato allo scopo di far riflettere. Allora danziamo alla ricerca dei collegamenti della nostra vita.
TRAMA
È un giorno di marzo, al Dolphin Hotel di Sapporo, a.d. 1983. Alla radio suonano gli Human League. E poi Fleetwood Mac, Abba, Bee Gees ecc. Uno strano mondo, questo, dove tutto - o quasi - si può comprare. C'è un giornalista free lance che ha perso molte cose nella vita e ogni volta una parte di sé. Cammina controvento senza perdere lo slancio: forse, per mantenere la rotta, non gli interessa che lasciarsi andare alla deriva. C'è una ragazzina di tredici anni seduta da sola in bar. Ci sono una receptionist troppo nervosa, un attore dal fascino irresistibile, un poeta con un braccio solo; e un salotto a Honolulu dove sei scheletri guardano la TV. Esiste un collegamento fra queste cose, un senso anche per chi ha perso l'orientamento, basta continuare a danzare.
domenica 21 ottobre 2012
lunedì 24 settembre 2012
Il Cimitero Di Praga - Umberto Eco
Premessa: me lo aspettavo decisamente diverso. Detto ciò, siamo comunque di fronte ad un romanzo di Eco.
Rispetto a "Il Nome Della Rosa" e "Il Pendolo Di Focault" (gli unici altri due libri che ho letto di questo autore) è probabilmente il più accessibile, il più facile anche. Ciò che caratterizza i lavori di Eco (valutazione basata ovviamente sulla mia esperienza) è la minuziosa ricerca correlata ad una trama superba, la grande precisione fin nei particolari e un linguaggio ricchissimo, dove davvero regna sovrano "l'italiano": se ne "Il Nome", ma ancora di più ne "Il Pendolo" questi aspetti erano portati fino allo stremo - o molto vicini ad esso - ne "Il Cimitero" ciò si verifica in misura minore.
La precisione e i particolari sono molto curati - ci troviamo davanti ad una ottima lezione di storia della seconda metà dell'ottocento. Il lessico risulta più abbordabile (ne "Il Pendolo" è quasi d'obbligo avere sempre il vocabolario) e di certo ciò permette una maggiore comprensibilità, però in qualche modo lo priva di quella bellezza dell'essere di "nicchia", ricercato e complesso - quasi fosse una sfida. La trama è il punto cardine. Siamo di fronte all'elogio del falso. Tutto è legato, tutto coincide, tutto si muove alla perfezione. Però il richiamo a "Il Pendolo" riecheggia in lontananza e fra i due non esiste confronto.
Un buon libro, scorrevole e istruttivo, ma soprattutto, capace di legare argomenti ed eventi storici apparentemente distanti fra loro.
TRAMA
Lungo il XIX secolo, tra Torino, Palermo e Parigi, troviamo una satanista isterica, un abate che muore due volte, alcuni cadaveri in una fogna parigina, un garibaldino che si chiamava Ippolito Nievo, il falso bordereau di Dreyfus per l'ambasciata tedesca, la crescita di quella falsificazione nota come "I protocolli dei Savi Anziani di Sion", che ispirerà a Hitler i campi di sterminio, gesuiti che tramano contro i massoni, massoni, carbonari e mazziniani che strangolano i preti con le loro stesse budella, un Garibaldi artritico dalle gambe storte, i piani dei servizi segreti piemontesi, francesi, prussiani e russi, le stragi nella Parigi della Comune, orrendi ritrovi per criminali che tra i fumi dell'assenzio pianificano esplosioni e rivolte di piazza, falsi notai, testamenti mendaci, confraternite diaboliche e messe nere. Ottimo materiale per un romanzo d'appendice di stile ottocentesco, tra l'altro illustrato come i feuilletons di quel tempo. Un particolare: eccetto il protagonista, tutti i personaggi di questo romanzo sono realmente esistiti e hanno fatto quello che hanno fatto. E anche il protagonista fa cose che sono state veramente fatte, tranne che ne fa molte, che probabilmente hanno avuto autori diversi. Accade però che, tra servizi segreti, agenti doppi, ufficiali felloni ed ecclesiastici peccatori, l'unico personaggio inventato di questa storia sia il più vero di tutti.
Rispetto a "Il Nome Della Rosa" e "Il Pendolo Di Focault" (gli unici altri due libri che ho letto di questo autore) è probabilmente il più accessibile, il più facile anche. Ciò che caratterizza i lavori di Eco (valutazione basata ovviamente sulla mia esperienza) è la minuziosa ricerca correlata ad una trama superba, la grande precisione fin nei particolari e un linguaggio ricchissimo, dove davvero regna sovrano "l'italiano": se ne "Il Nome", ma ancora di più ne "Il Pendolo" questi aspetti erano portati fino allo stremo - o molto vicini ad esso - ne "Il Cimitero" ciò si verifica in misura minore.
La precisione e i particolari sono molto curati - ci troviamo davanti ad una ottima lezione di storia della seconda metà dell'ottocento. Il lessico risulta più abbordabile (ne "Il Pendolo" è quasi d'obbligo avere sempre il vocabolario) e di certo ciò permette una maggiore comprensibilità, però in qualche modo lo priva di quella bellezza dell'essere di "nicchia", ricercato e complesso - quasi fosse una sfida. La trama è il punto cardine. Siamo di fronte all'elogio del falso. Tutto è legato, tutto coincide, tutto si muove alla perfezione. Però il richiamo a "Il Pendolo" riecheggia in lontananza e fra i due non esiste confronto.
Un buon libro, scorrevole e istruttivo, ma soprattutto, capace di legare argomenti ed eventi storici apparentemente distanti fra loro.
TRAMA
Lungo il XIX secolo, tra Torino, Palermo e Parigi, troviamo una satanista isterica, un abate che muore due volte, alcuni cadaveri in una fogna parigina, un garibaldino che si chiamava Ippolito Nievo, il falso bordereau di Dreyfus per l'ambasciata tedesca, la crescita di quella falsificazione nota come "I protocolli dei Savi Anziani di Sion", che ispirerà a Hitler i campi di sterminio, gesuiti che tramano contro i massoni, massoni, carbonari e mazziniani che strangolano i preti con le loro stesse budella, un Garibaldi artritico dalle gambe storte, i piani dei servizi segreti piemontesi, francesi, prussiani e russi, le stragi nella Parigi della Comune, orrendi ritrovi per criminali che tra i fumi dell'assenzio pianificano esplosioni e rivolte di piazza, falsi notai, testamenti mendaci, confraternite diaboliche e messe nere. Ottimo materiale per un romanzo d'appendice di stile ottocentesco, tra l'altro illustrato come i feuilletons di quel tempo. Un particolare: eccetto il protagonista, tutti i personaggi di questo romanzo sono realmente esistiti e hanno fatto quello che hanno fatto. E anche il protagonista fa cose che sono state veramente fatte, tranne che ne fa molte, che probabilmente hanno avuto autori diversi. Accade però che, tra servizi segreti, agenti doppi, ufficiali felloni ed ecclesiastici peccatori, l'unico personaggio inventato di questa storia sia il più vero di tutti.
mercoledì 5 settembre 2012
La Strada - Cormac McCarthy
Cupo e triste. Questi i primi due aggettivi con cui definirei questo volume vincitore del premio Pulitzer nel 2007.
McCarthy tratteggia la sopravvivenza di padre e figlio in seguito ad una non precisata apocalisse - la loro vita sulla "strada" appunto.
La prosa è scarna, direi ridotta davvero all'essenziale, ma proprio per questo in grado di trasmettere quel senso di opprimente angoscia legata all'inevitabilità di un futuro che non c'è. Ma questa è solo la punta dell'iceberg. Perché vi sono moltissimi altri sentimenti e sensazioni che si muovono fra le righe, scomparendo e riapparendo: farne anche solo un abbozzo non renderebbe giustizia allo scritto. Solo su una cosa posso soffermarmi, ovvero sul grande legame che lega padre e figlio, e su come questo sia il motore che permette ad entrambi di affrontare i giorni di interminabili vuoto uno alla volta.
Di sicuro non una lettura "semplice" (nonostante l'esiguo numero di pagine - circa 220) ma, di fatto una grande lezione sull'amore paterno e sul non arrendersi.
TRAMA
Un uomo e un bambino viaggiano attraverso le rovine di un mondo ridotto a cenere in direzione dell'oceano, dove forse i raggi raffreddati di un sole ormai livido cederanno un po' di tepore e qualche barlume di vita. Trascinano con sé sulla strada tutto ciò che nel nuovo equilibrio delle cose ha ancora valore: un carrello del supermercato con quel po' di cibo che riescono a rimediare, un telo di plastica per ripararsi dalla pioggia gelida e una pistola con cui difendersi dalle bande di predoni che battono le strade decisi a sopravvivere a ogni costo. E poi il bene più prezioso: se stessi e il loro reciproco amore.
McCarthy tratteggia la sopravvivenza di padre e figlio in seguito ad una non precisata apocalisse - la loro vita sulla "strada" appunto.
La prosa è scarna, direi ridotta davvero all'essenziale, ma proprio per questo in grado di trasmettere quel senso di opprimente angoscia legata all'inevitabilità di un futuro che non c'è. Ma questa è solo la punta dell'iceberg. Perché vi sono moltissimi altri sentimenti e sensazioni che si muovono fra le righe, scomparendo e riapparendo: farne anche solo un abbozzo non renderebbe giustizia allo scritto. Solo su una cosa posso soffermarmi, ovvero sul grande legame che lega padre e figlio, e su come questo sia il motore che permette ad entrambi di affrontare i giorni di interminabili vuoto uno alla volta.
Di sicuro non una lettura "semplice" (nonostante l'esiguo numero di pagine - circa 220) ma, di fatto una grande lezione sull'amore paterno e sul non arrendersi.
TRAMA
Un uomo e un bambino viaggiano attraverso le rovine di un mondo ridotto a cenere in direzione dell'oceano, dove forse i raggi raffreddati di un sole ormai livido cederanno un po' di tepore e qualche barlume di vita. Trascinano con sé sulla strada tutto ciò che nel nuovo equilibrio delle cose ha ancora valore: un carrello del supermercato con quel po' di cibo che riescono a rimediare, un telo di plastica per ripararsi dalla pioggia gelida e una pistola con cui difendersi dalle bande di predoni che battono le strade decisi a sopravvivere a ogni costo. E poi il bene più prezioso: se stessi e il loro reciproco amore.
sabato 1 settembre 2012
Azione Immediata - Andy McNab
Da qui parte tutto. Questa di fatto è l'idea con cui bisogna approcciare questo volume. McNab traccia una sorta di autobiografia scandita dalle "missioni". Si parte dal ragazzo che sceglie di arruolarsi e si arriva all'uomo all'inizio della guerra del golfo - esattamente uno step prima dell'inizio di "Pattuglia Bravo Two Zero".
Esauriente ed esaustivo, sarcastico, disincantato - quasi cinico a volte, ed estremamente reale, questo spaccato sulla durissima selezione SAS, sul passarla ma non far ancora parte del 22° Reggimento, sulle prime missioni, sulle specializzazioni antiterroristiche, sugli insegnamenti, sulla maturazione e sul delicato rapporto "familiare" racconta una storia senza fronzoli o abbellimenti. McNab mette a nudo e si mette a nudo, esponendosi eventualmente anche a dure critiche riguardo i suoi comportamenti, ma non avrebbe potuto essere diversamente. Questo è il prezzo del reale e del vero. Questo senza mai far calare troppo la voglia di proseguire, non limitandosi ad un cronaca di luoghi, dati, date e numeri, ma arricchendo il tutto con la sua personale visione del mondo: "se la merda finisce nel ventilatore è meglio essere preparati a riceverla!"
TRAMA
Questo libro è il resoconto di dieci anni trascorsi nello Special Air Service, l'unità d'assalto più temuta al mondo. Un'esperienza straordinaria che vede il suo protagonista dapprima alle prese con un addestramento ai limiti dell'incredibile, poi impegnato in rischiose missioni in ogni parte del pianeta: dalle giungle del Borneo ai deserti dell'Africa, dall'Irlanda del Nord alle foreste pluviali dell'America Latina. Perché gli uomini dei SAS, preparati per ogni tipo di missione e per le condizioni ambientali più estreme, devono essere sempre pronti all'azione immediata: agiscono in silenzio e con rapidità, e al massimo livello di efficienza.
Esauriente ed esaustivo, sarcastico, disincantato - quasi cinico a volte, ed estremamente reale, questo spaccato sulla durissima selezione SAS, sul passarla ma non far ancora parte del 22° Reggimento, sulle prime missioni, sulle specializzazioni antiterroristiche, sugli insegnamenti, sulla maturazione e sul delicato rapporto "familiare" racconta una storia senza fronzoli o abbellimenti. McNab mette a nudo e si mette a nudo, esponendosi eventualmente anche a dure critiche riguardo i suoi comportamenti, ma non avrebbe potuto essere diversamente. Questo è il prezzo del reale e del vero. Questo senza mai far calare troppo la voglia di proseguire, non limitandosi ad un cronaca di luoghi, dati, date e numeri, ma arricchendo il tutto con la sua personale visione del mondo: "se la merda finisce nel ventilatore è meglio essere preparati a riceverla!"
TRAMA
Questo libro è il resoconto di dieci anni trascorsi nello Special Air Service, l'unità d'assalto più temuta al mondo. Un'esperienza straordinaria che vede il suo protagonista dapprima alle prese con un addestramento ai limiti dell'incredibile, poi impegnato in rischiose missioni in ogni parte del pianeta: dalle giungle del Borneo ai deserti dell'Africa, dall'Irlanda del Nord alle foreste pluviali dell'America Latina. Perché gli uomini dei SAS, preparati per ogni tipo di missione e per le condizioni ambientali più estreme, devono essere sempre pronti all'azione immediata: agiscono in silenzio e con rapidità, e al massimo livello di efficienza.
giovedì 26 luglio 2012
Hyperion - Dan Simmons
Primo volume de " I Canti Di Hyperion" e non a caso, grandissimo capolavoro della fantascienza "moderna".
Tutto inizia con un pellegrinaggio. Un viaggio verso Hyperion, teatro di un'imminente guerra interstellare. Ma non c'è solo questo. Attraverso i racconti dei partecipanti a questo pellegrinaggio, ci addentreremo pian piano nei misteri di Hyperion, su tutti lo "Shrike" e le "Tombe del Tempo".
Simmons ci proietta in una spirale di avvenimenti estremamente incalzanti. Ogni racconto - mai banale e senza mai un calo di tensione - spinge a proseguire, per cercare di comprendere una parte del mistero che avvolge Hyperion. Il quadro che ne esce è molto vario e ricco: storie narrate nella desolazione del pianeta, verso una probabile morte certa mentre nel cielo appaiono le esplosioni della guerra. Il tutto é perfettamente orchestrato da Simmons, che dimostra davvero una notevole vena creativa - resa ancora più speciale da quel rimando ad un certo poeta e ad una delle sue opere (a voi la scoperta - molto facile del resto).
Non resta che proseguire con il secondo volume della tetralogia, cosa che nessuno potrà esimersi da fare... Il perché? Bisogna scoprirlo leggendo!
TRAMA
Nel 2700 gli esseri umani, grazie allo sviluppo della tecnologia dei teleporter, si spostano istantaneamente nella galassia, ma un terribile esperimento, il Grande Errore, ha causato la distruzione della Terra e la diaspora dell'uomo nello spazio, dando vita così a una nuova federazione che unisce tutti i mondi abitati: l'Egemonia dell'Uomo. Alla vigilia dell'Armageddon, sette pellegrini affrontano un ultimo viaggio verso Hyperion, in cerca delle risposte agli enigmi della loro vita. Ognuno di loro deve raccontare agli altri la propria storia, per farsi conoscere e dimostrare di non essere una spia. I racconti dei sette ruotano intorno ai mondi e alle difficoltà che circondano lo spazio: dalla minaccia degli Ouster, discendenti dei primi coloni che fanno a meno della tecnologia, al ruolo della Chiesa Shrike, temuta da tutti. E in questi racconti, di una bellezza sfolgorante, sta la chiave che permetterebbe loro di salvare l'umanità.
TRAMA
Nel 2700 gli esseri umani, grazie allo sviluppo della tecnologia dei teleporter, si spostano istantaneamente nella galassia, ma un terribile esperimento, il Grande Errore, ha causato la distruzione della Terra e la diaspora dell'uomo nello spazio, dando vita così a una nuova federazione che unisce tutti i mondi abitati: l'Egemonia dell'Uomo. Alla vigilia dell'Armageddon, sette pellegrini affrontano un ultimo viaggio verso Hyperion, in cerca delle risposte agli enigmi della loro vita. Ognuno di loro deve raccontare agli altri la propria storia, per farsi conoscere e dimostrare di non essere una spia. I racconti dei sette ruotano intorno ai mondi e alle difficoltà che circondano lo spazio: dalla minaccia degli Ouster, discendenti dei primi coloni che fanno a meno della tecnologia, al ruolo della Chiesa Shrike, temuta da tutti. E in questi racconti, di una bellezza sfolgorante, sta la chiave che permetterebbe loro di salvare l'umanità.
mercoledì 4 luglio 2012
Le Cronache Del Ghiaccio E Del Fuoco - Vol. 4 - George R. R. Martin
Ennesimo volume delle cronache del ghiaccio e del fuoco, ovviamente non esente dalla scomposizione nell'edizione italiana.
La prima cosa che salta all'occhio e il "drastico" cambiamento nella scelta dei personaggi. Quasi tutti coloro che ci avevano accompagnato fino a "Il Portale Delle Tenebre", "spariscono" lasciando apparentemente un po'd'amaro in bocca, soprattutto alla luce della conclusione del volume precedente. Ma questo solo in superficie, in primo luogo perchè la storia dei "nuovi" resta comunque su livelli qualitativi alti - come tutta la saga del resto - in secondo luogo perchè, come fortunatamente (o abilmente?!) scritto da Martin alla fine i "vecchi" rifaranno la loro comparsa nel quinto tomo.Ormai non ha quasi più senso valutare i libri a sé stanti, perchè non sono più scorporabili dalla saga. La trama è troppo fitta, troppo ben orchestrata, troppo ben scritta per scinderla in più parti.
L'unica cosa che spero e che mi chiedo è: ma Martin, avrà una fine in mente? (Riuscirà a pubblicarla?)
Spero davvero di sì!
TRAMA
Il Dominio Della Regina
In questo nuovo capitolo una nuova minaccia sembra attendere quella che fu la terra dei sette re. Con la morte di Siy Jeoffrey il pazzo e la vittoria di Robb's Stark conmtro i ribelli del nord sembrava che finalmente la pace potesse recare sollievo, ma la pace era solo un'illusione. Potenti magie e profezie oscure stanno prospettando una nuova battaglia, ancora più sanguinosa e letale della precedente.
TRAMA
L'Ombra Della Profezia
In spettrali campi di battaglia e tetre fortezze in rovina, fra città tramutate in cimiteri e terre ridotte a ossari, la spaventosa guerra dei cinque re volge ormai al termine. Eppure, in questa apparentemente consolidata "pace del re", nuove, inattese forze sono pronte a sferrare attacchi cruenti. Guidati dal famigerato re Occhio-di-corvo, gli uomini di ferro, eredi di un culto guerriero dimenticato da secoli, si sono lanciati all'invasione del sudovest del reame, costringendo la regina Cersei e il Trono di spade ad affrontare una nuova, inattesa prova di forza. E dalle brume di una memoria lasciata troppo a lungo sepolta, un'antica, sinistra profezia potrebbe minacciare la stessa regina. Non sembra esistere una fine al banchetto dei corvi. E, forse, l'ora del destino sta per scoccare perfino per le prede più inattaccabili.
sabato 23 giugno 2012
Uragano Rosso - Tom Clancy
Cosa avrebbe potuto provocare una crisi petrolifera nell'Unione Sovietica pocorima della caduta del muro di Berlino? Da questa ipotetica domanda prende il via la teorica terza guerra mondiale pensata da Clancy. Un conflitto che vedrà cqonfrontarsinle forze NATO contro quelle dell'URSS. A differenza della maggior parte dei libri di questo tipo, in cui vengono narrate le vicende di un solo personaggio, qui ci si trova davanti il conflitto vero e proprio: guerra aerea, navale, sottomarina, di terra e politica. Clancy quasi "sacrifica" gli uomini in favore delle vicende, del movimento della macchina bellica.
Il quadro realizzato è davvero sorprendente: senza difficoltà, uno dei possibili scenari a cui sarebbe potuta arrivare la guerra fredda. Ma se anche così non fosse, risulta comunque essere una "simulazione" davvero "attuale".
TRAMA
Il più grande impianto petrolifero della Siberia salta in aria: sabotaggio. Il Politburo sovietico decide di attuare il piano segreto denominato Uragano Rosso. Gli occidentali però conoscono le intenzioni dei comandanti dell'Armata Rossa e allora…Una storia complessa, raccontata alla perfezione in un susseguirsi di azioni che si snodano in uno scenario quanto mai reale.
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