"Naturale" seguito di "Educazione Siberiana". Naturale è tra virgolette perché si ha una virata netta nel temi trattati, dove l'adolescenza in Trasnistria in mezzo ai criminali, lascia il posto alla gioventù matura in Cecenia in mezzo ai commilitoni. Sotto certi aspetti anche qui vi è una sorta di educazione, quella militare, di un uomo, direttamente sul campo di battaglia del conflitto ceceno negli anni novanta. Ci troveremo, di volta in volta, dietro l'obiettivo di un fucile di precisione, asserragliati per difendere una postazione, spazzati dal fuoco nemico, testimoni delle brutalità delle torture (quasi che queste fossero un premio) - insomma, vivremo semplicemente la guerra.Lilin racconta una serie di operazioni, tralasciando volutamente il quadro generale delle cause e delle conseguenze: riesce così a mostrare gli uomini e le loro azioni, ciò che li spinge a combattere, ciò che li spaventa, ciò che li differenzia, ma, soprattutto, ciò che li accomuna, siano essi alleati o nemici.
Vi è infine la questione che riguarda l'originalità di ciò che viene scritto: sembrerebbe che non sia tutta farina del sacco dell'autore, bensì il risultato della trasposizione su carta delle vicende vissute da terze parti. Sicuramente vi sono due sensazioni diverse nel leggere "Educazione Siberiana" e "Caduta Libera", ma direi che il tutto può essere estremamente soggettivo. In conclusione quindi, che sia tutta opera sua, o frutto anche delle esperienze altrui, poco importa, perché alla fine l'obiettivo è raggiunto.
TRAMA
Nel settembre dell'anno 1999 la Federazione Russa annuncia ufficialmente l'inizio della seconda operazione antiterroristica nel territorio della Repubblica Federativa della Cecenia e nella zone confinanti con il Caucaso del Nord. Lilin racconta quello che hanno vissuto i giovani dell'esercito russo in quel periodo, durante il loro servizio militare obbligatorio; e quello che hanno vissuto i civili, mentre nella loro terra operavano due eserciti nemici. L'autore di "Educazione siberiana" narra in presa diretta la vera faccia della guerra, quella che non si vede nei film, nei documentari, e che si vede solo a tratti nei reportage giornalistici o nei racconti degli osservatori di pace e dei difensori dei diritti umani. Racconta tutto in modo tale da permettere a ogni lettore di vivere i momenti della guerra, di attraversarla a fianco dei soldati, di sentirne l'oscenità sulla propria pelle. Mostrandone soprattuto le contraddizioni. Un libro che vuole essere apolitico, neutrale; che racconta la guerra, la vita e la morte, le ingiustizie, gli orrori e gli atti di onestà così come apparivano nella vita di ogni giorno in Cecenia; che descrive le sensazioni, la perdita dell'equilibrio, i cambiamenti dell'essere umano che avvengono nel caos, oltre i limiti dell'etica e della morale. Non un saggio storico, ma un romanzo costruito su particolari veri, con vite vere.
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